Effetti
Diamond Phase
Diamond Phase aggiunge movimento senza coprire l'identità della chitarra, con tre modalità di phasing e un controllo del livello particolarmente utile. È meno adatto a chi vuole un effetto molto colorato o aggressivo.
★★★★☆ 4/5 · 3 recensioni dei clienti · 6 min di lettura · aggiornato il 2026-10-08 · Provato da Simone Callegari
Note dal banco di prova
Un effetto di modulazione che lascia spazio alla chitarra
Il Diamond Phase è uno sfasatore analogico JFET progettato per aggiungere movimento al suono senza alterarne troppo il carattere. Il circuito, ispirato al Diamond PSH-1, consente di selezionare due, quattro o sei stadi. La scelta cambia in modo netto la profondità e la complessità dell'effetto, mantenendo una risposta controllabile anche quando si interviene con decisione sui parametri.
La trasparenza è il tratto che emerge con maggiore evidenza dalle prove d'uso. Con chitarre Duesenberg e Fender, collegato a un Fender '65 Deluxe Reverb Reissue e a un Blues Junior, il Phase ha conservato la dinamica del tocco e le differenze fra le posizioni dei pickup. Sugli accordi aperti, le singole note restano ben distinguibili. L'effetto si fa sentire, ma non prende automaticamente il posto dello strumento.
Tre configurazioni per intensità diverse
L'interruttore a tre posizioni seleziona il numero degli stadi. Con due stadi il movimento è leggero, quasi impercettibile, adatto a dare un po' di profondità senza attirare l'attenzione. Quattro stadi offrono il risultato più tradizionale e bilanciato. Sei stadi producono intagli più profondi e un andamento più articolato, pur lasciando riconoscibile la voce della chitarra.
I controlli di livello, velocità, rigenerazione e profondità permettono di rifinire il risultato con precisione. Il potenziometro del livello è particolarmente utile: aiuta a pareggiare il volume con il segnale senza effetto e rende più immediato il confronto fra le due condizioni. Velocità, profondità e rigenerazione hanno una risposta progressiva, anche se chi cerca regolazioni molto estreme potrebbe desiderare una corsa più ampia.
Un circuito di retroazione migliorato contribuisce a dare corpo al movimento. Nelle prove, il pedale ha funzionato con suoni puliti e distorti, sia da solo sia insieme a compressore, saturazione, ritardo ed eco ambientale. Prima del preamplificatore ha mantenuto un'impronta equilibrata; sui suoni puliti, una lieve enfasi dei bassi può dare ulteriore consistenza.
Trasparenza e carattere: il compromesso principale
Questa fedeltà alla chitarra è anche una questione di gusto. Rispetto a sfasatori dal timbro più marcato, il Diamond può sembrare discreto, perfino timido. Chi vuole un suono denso e fortemente psichedelico potrebbe preferire un circuito che colori maggiormente il segnale. Il Phase punta invece su movimento e profondità, senza sostituire l'identità dello strumento con una voce propria troppo evidente.
C'è anche un limite pratico da considerare: manca un controllo del tono. Con alcuni pedali di saturazione, oppure con amplificatori particolarmente brillanti, le impostazioni a sei stadi possono risultare dure nelle medio-alte e nelle alte. Le impressioni raccolte non sono tutte uguali: in alcune catene il pedale si è abbinato bene ai suoni distorti, mentre con diverse saturazioni è stato giudicato troppo aspro. La risposta dipende quindi dall'interazione fra chitarra, amplificatore e pedali collegati.
Non è possibile modificare la forma dell'oscillazione a bassa frequenza. Chi desidera plasmare ulteriormente il carattere della modulazione potrebbe trovare limitante questa scelta, così come la gamma di regolazione relativamente contenuta rispetto a effetti più estremi.
Costruzione, collegamenti e alimentazione
La dotazione è essenziale e orientata all'uso da pedaliera: ingresso e uscita su jack da 6,3 mm, indicatore luminoso di stato e interruttore a pedale con esclusione diretta del circuito. Il collegamento di alimentazione usa una presa con foro da 5,5 x 2,1 mm e polo negativo interno. Il pedale richiede un adattatore in corrente continua da 9 a 15 V e assorbe 80 mA.
Con dimensioni di 67 x 122 x 40 mm e un peso di 310 g, occupa uno spazio gestibile su una pedaliera. La confezione comprende un solo pezzo.
Verdetto
Il Diamond Phase è adatto a chi vuole uno sfasatore preciso, pulito e facile da inserire in una catena già ricca di effetti. Le tre configurazioni di stadi coprono dal movimento appena accennato al suono più profondo, mentre il controllo del livello semplifica la regolazione del volume. Funziona bene con jazz, blues, accordi complessi e ambienti sonori trasparenti, anche come effetto attivo per lunghi tratti del brano.
La scelta è meno convincente per chi cerca una modulazione aggressiva o vuole correggere rapidamente le alte frequenze con un controllo dedicato. Se la priorità è conservare il timbro della chitarra, il Diamond offre una soluzione curata e musicale. Se invece conta soprattutto il carattere forte dell'effetto, conviene valutare anche alternative più colorate.
Le note, voce per voce
Quello che convince e quello che no
- Convince: +Phasing analogico trasparente, che conserva timbro, dinamica e differenze tra le posizioni dei pickup.
- Convince: +Tre modalità selezionabili a 2, 4 o 6 stadi, con caratteri distinti e controlli precisi.
- Convince: +Regolazione del livello utile per mantenere uniforme il volume quando si attiva l'effetto.
- Convince: +Formato compatto, costruzione curata e circuito di bypass puro.
- Non convince: −Il carattere discreto può risultare poco evidente a chi cerca un effetto molto marcato.
- Non convince: −Le impostazioni a 6 stadi possono diventare aspre sulle frequenze medio-alte con alcuni amplificatori o pedali di saturazione.
- Non convince: −Manca un controllo di tono e non è possibile modificare la forma dell'oscillazione.
È il pedale giusto per te?
Prendila se
Ideale per chi cerca un phaser trasparente, per chi suona jazz o blues e per chi vuole aggiungere movimento a accordi complessi o suoni d'ambiente. Adatto anche a chi apprezza un effetto discreto sempre attivo e vuole regolare con precisione il livello.
Lasciala lì se
Non è la scelta ideale per chi cerca un phasing molto marcato e ricco di carattere. Può deludere chi ha bisogno di un controllo di tono o usa combinazioni di amplificatore e saturazione che accentuano le frequenze medio-alte.
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La scheda tecnica
| Coro | No |
|---|---|
| Flanger | No |
| Phaser | Si |







