Ordine degli effetti: come si costruisce la catena del segnale

Simone CallegariInsegnante di chitarra, ex banco vendita, Bergamo

Pedaliera vista dall'alto con i cavi patch che collegano i pedali in sequenza

L'ordine dei pedali non è una regola di stile, è una conseguenza di come ciascun effetto tratta il segnale che riceve. Capito il principio, l'ordine te lo ricostruisci da solo e sai anche quando conviene romperlo.

Il principio

Ogni effetto lavora su quello che gli arriva. Un compressore livella quello che sente, una distorsione satura quello che sente, un delay ripete quello che sente. Quindi la domanda giusta per ogni pedale è: voglio che agisca sul suono nudo o sul suono già lavorato?

L'ordine classico, con il perché

Accordatore per primo. Riceve il segnale più pulito e legge la nota con precisione. Dopo una distorsione o un chorus farebbe più fatica.

Filtri dinamici e wah subito dopo. Un wah è un filtro pilotato dal piede e lavora meglio sul segnale originale, dove le dinamiche non sono ancora state schiacciate. Metterlo dopo la distorsione dà un suono più stridulo, che a volte è proprio quello che si cerca.

Compressore. Livella le differenze fra le note e aumenta il sostegno. Se lo metti prima della distorsione, mandi alla distorsione un segnale più costante e ottieni una saturazione più uniforme. Se lo metti dopo, comprimi anche il rumore di fondo del pedale di guadagno, cosa raramente desiderabile.

Guadagno, nell'ordine dal più leggero al più pesante. Overdrive, poi distorsione. Il primo spinge il secondo. Il fuzz è l'eccezione: molti fuzz vogliono vedere la chitarra direttamente, perché il loro circuito di ingresso interagisce con i pickup. Se il tuo fuzz suona strano dopo un altro pedale, mettilo per primo e riprova.

Modulazione. Chorus, phaser, flanger, tremolo vanno dopo la distorsione. Ragiona al contrario: se modulassi prima e poi distorcessi, la distorsione appiattirebbe le variazioni di volume e di fase che la modulazione ha appena creato. Il risultato è confuso.

Delay e riverbero per ultimi. Sono effetti di ambiente, e l'ambiente sta intorno al suono finito. Se li metti prima della distorsione, ogni ripetizione viene saturata e si trasforma in un impasto. Fra i due, il riverbero va dopo il delay: prima l'eco, poi la stanza in cui l'eco risuona.

Il loop degli effetti

Molti amplificatori hanno una coppia di prese chiamata send e return, il loop degli effetti. Il loop si trova fra il preamplificatore, dove nasce la distorsione dell'amplificatore, e il finale.

Serve a questo: se la tua distorsione viene dal canale sporco dell'amplificatore e non da un pedale, un delay messo davanti all'ingresso finisce prima della distorsione, con lo stesso problema di prima. Messo nel loop, arriva dopo, ed è quello che vuoi.

Regola pratica. Se distorci con i pedali, puoi tenere tutto davanti all'ingresso. Se distorci con l'amplificatore, metti guadagno e wah davanti, e modulazione, delay e riverbero nel loop.

Quando rompere l'ordine

Delay prima della distorsione dà ripetizioni che si sporcano e si sfaldano, un effetto usato spesso nel rock psichedelico e nello shoegaze.

Modulazione prima del guadagno rende il phaser meno vistoso e più incorporato nel suono, un trucco comune nel funk elettrico.

Boost dopo la distorsione alza il volume senza aggiungere saturazione, utile per staccare durante un assolo. Boost prima della distorsione, invece, aggiunge saturazione senza alzare il volume.

Nessuna di queste è un errore. Sono scelte, e si giudicano con le orecchie.

Cavi e disposizione fisica

Tieni i cavi patch corti e ordina i pedali sulla pedaliera in modo che la catena non torni indietro tre volte: ogni metro di cavo in più toglie acuti. Metti i pedali che accendi spesso davanti, dove il piede arriva senza guardare, e quelli che imposti una volta e dimentichi in fondo.

E collega un pedale alla volta quando costruisci la catena. Se ronza, saprai esattamente quale pedale l'ha introdotto, invece di smontare tutto per scoprirlo.

← Tutti i fascicoli · Guarda cosa è entrato nell'indice →

Le prove nell'indice che ne parlano