Pedali effetto: la guida per chi comincia
Simone CallegariInsegnante di chitarra, ex banco vendita, Bergamo

Davanti a un muro di pedali la reazione normale è comprarne uno a caso e sperare. Meglio partire dall'altra parte: cosa ti manca nel suono che hai adesso, e quale famiglia di effetti risolve quel problema.
Le famiglie, in ordine di utilità
Guadagno. Overdrive, distorsione e fuzz aggiungono saturazione. L'overdrive spinge un amplificatore già leggermente sporco e lo rende più aggressivo senza cambiarne il carattere: è il pedale più usato al mondo e quasi sempre il primo da comprare. La distorsione genera la sua saturazione per conto proprio e funziona anche su un pulito. Il fuzz è un'altra cosa ancora, un suono squadrato e ruvido con un'identità fortissima, bellissimo e poco versatile.
Modulazione. Chorus, phaser, flanger, tremolo. Muovono il suono nel tempo e lo rendono meno statico. Il chorus allarga, il phaser scava, il tremolo pulsa. Servono meno di quanto pensi, e usati troppo diventano una firma stancante.
Tempo. Delay e riverbero aggiungono spazio. Un delay corto rende gli assoli più grossi, uno lungo costruisce tappeti. Un riverbero mette la chitarra in una stanza invece che in un vuoto. Se il tuo amplificatore non ha un riverbero decente, questo è il primo acquisto insieme all'overdrive.
Utilità. Accordatore, volume, boost, looper. Non cambiano il suono, ti cambiano la vita. Un accordatore a pedale che ammutolisce l'uscita mentre accordi è la cosa più noiosa e più utile che puoi comprare.
I quattro che risolvono quasi tutto
Se dovessi ricominciare da zero con duecento euro, comprerei in quest'ordine: accordatore, overdrive, riverbero o delay, e solo dopo la modulazione. Con quei tre pedali attivi copri pulito, crunch, assolo e ambiente, cioè tutto quello che ti serve per suonare con altre persone.
Quanto spendere
I pedali economici hanno fatto passi enormi. Un overdrive da quaranta euro oggi suona meglio di un pedale di fascia media di quindici anni fa. La differenza con un pedale da centocinquanta sta nei componenti, nella rumorosità, nella robustezza dell'interruttore e nel comportamento agli estremi delle manopole.
Per cominciare, la fascia fra i quaranta e i settanta euro è quella giusta. Spendere trecento euro per il primo overdrive quando ancora non sai che suono cerchi è il modo più veloce di comprare due volte.
True bypass, buffer e cavi
Quando un pedale è spento, il segnale può passargli attraverso in due modi. Il true bypass lo fa passare per un contatto meccanico, senza toccarlo. Il bypass bufferizzato lo fa passare attraverso un circuito che ne rinforza l'impedenza.
Con pochi pedali e cavi corti, il true bypass è ottimo. Con molti pedali e cavi lunghi, una catena tutta in true bypass perde acuti, perché la capacità dei cavi si somma. Un buffer, cioè almeno un pedale bufferizzato a inizio catena, risolve. Non è una questione di qualità, è una questione di quanti metri di cavo hai davanti.
Alimentazione
Le pile costano care e muoiono sempre in mezzo a una prova. Prendi un alimentatore multiplo con uscite isolate. Isolate è la parola importante: gli alimentatori a catena, con più spinotti sullo stesso filo, generano ronzii quando mescoli pedali digitali e analogici.
Controlla il verso della polarità e i milliampere richiesti da ogni pedale. Un pedale digitale può chiederne cinquecento da solo, mentre un overdrive analogico ne consuma dieci.
Il multieffetto
È la scelta più sensata per chi comincia, e non è un ripiego. Con centocinquanta euro hai tutte le famiglie di effetti, un accordatore, spesso anche una simulazione di amplificatore e un'uscita cuffie. Ci suoni in casa di notte, ci registri, e soprattutto scopri quali effetti usi davvero.
Dopo sei mesi saprai che di quei quaranta effetti ne accendi tre. A quel punto comprare i tre pedali giusti diventa una decisione informata invece che una scommessa.