Effetti

MXR Phase 100

Il MXR Phase 100 offre quattro caratteri di modulazione e un controllo d'intensità preciso, in una struttura robusta e facile da usare. È una scelta interessante per chi vuole più varianti del classico Phase 90, ma il timbro particolare e la preferenza di alcuni recensori per il modello 90 meritano attenzione.

★★★★★ 4,6/5 · 23 recensioni dei clienti · 6 min di lettura · aggiornato il 2026-10-08 · Provato da Simone Callegari

Note dal banco di prova

MXR Phase 100, uno sfasatore con quattro modalità

Il MXR Phase 100 è un pedale analogico per ottenere un effetto di sfasamento modulato. La sua caratteristica principale è l'interruttore rotante a quattro posizioni, che permette di scegliere altrettanti livelli di intensità. Un secondo controllo regola la profondità dell'effetto, offrendo un'impostazione graduale e precisa. La disposizione è semplice e immediata, anche per chi non vuole perdere tempo tra menu o funzioni secondarie.

La confezione comprende un pezzo. Non sono inclusi alimentatore e batteria: il pedale può funzionare con un alimentatore oppure con una batteria da 9 V.

Controlli e alimentazione

Le quattro posizioni del selettore non sono una variazione cosmetica dello stesso suono. Nei riscontri d'uso si distinguono per carattere e intensità: alcune impostazioni risultano più evidenti sulle frequenze acute, altre sono più moderate. La scelta si fa ruotando manualmente il selettore, perciò non è una soluzione comoda quando si desidera richiamare impostazioni diverse durante un brano. Il controllo della profondità, invece, consente di dosare con continuità la presenza della modulazione.

Un indicatore luminoso segnala quando il pedale è attivo. La struttura metallica viene descritta dagli utilizzatori come solida e adatta alla normale vita su una pedaliera. Per sostituire la batteria occorre però rimuovere la piastra inferiore con un cacciavite: è un'operazione meno pratica rispetto a uno sportello dedicato. Chi suona spesso dal vivo farà bene a considerare l'alimentazione esterna, da acquistare separatamente.

Come si comporta con chitarra e basso

Le impressioni raccolte sono varie, come ci si aspetta da un effetto il cui carattere dipende molto dallo strumento, dall'amplificatore e dal resto della catena. Alcuni chitarristi apprezzano una modulazione ricca e riconoscibile, adatta a suoni puliti o leggermente saturi. Altri la trovano meno organica rispetto a quella del Phase 90, con una personalità più artificiale, ma comunque distinta e utilizzabile. Le quattro modalità ampliano le possibilità rispetto a un pedale con un solo carattere, senza trasformarlo in un processore per più tipi di effetto.

Nei confronti con i modelli Phase 90 e Script 90, un utilizzatore segnala che il Phase 100 modifica meno la risposta sulle basse frequenze. Questa caratteristica lo ha reso preferibile con la chitarra acustica, per la quale un aumento dei bassi può favorire il rientro acustico. È un'indicazione legata alla sua configurazione e alla situazione descritta, non una garanzia contro il rientro in ogni impianto. Con strumenti elettrici, le impressioni cambiano: alcuni preferiscono la maggiore immediatezza del Phase 90, altri scelgono il 100 per le sue diverse variazioni.

Anche con il basso il pedale ha raccolto giudizi positivi. Viene apprezzato per un suono dettagliato che, secondo un utilizzatore, rimane leggibile nel contesto di un'esecuzione dal vivo e si abbina bene alla distorsione o al fuzz. Un altro riscontro lo trova efficace nella tecnica slap, con una presenza evidente ma non invadente. Al contrario, chi cerca una modulazione molto dominante potrebbe preferire un effetto dal carattere più marcato.

Pregi e limiti da valutare

La semplicità dei controlli è uno dei punti convincenti: selettore e regolazione della profondità permettono di orientare il suono senza una curva di apprendimento. Il pedale può fornire sfumature diverse in una sola unità e, nelle prove riferite dagli utenti, si è dimostrato adatto a chitarra, basso e pianoforte elettrico. Sono però esperienze personali, non una promessa che il risultato sia identico con qualunque configurazione. Alcuni segnalano anche un possibile aumento del volume o rumore di fondo in specifiche catene, quindi conviene provarlo con il proprio amplificatore e gli altri pedali.

Chi desidera un solo suono classico e immediatamente riconoscibile potrebbe preferire un modello più essenziale. Il Phase 100 punta invece sulla scelta fra quattro modalità e su un controllo progressivo dell'intensità, accettando il limite del selettore manuale. Non offre funzioni di coro né di flangiatura: è uno sfasatore, pensato per chi vuole lavorare su variazioni cicliche del timbro.

Verdetto

Il MXR Phase 100 è una scelta da considerare se si cerca uno sfasatore robusto, facile da regolare e con più caratteri selezionabili. Il suo suono divide chi preferisce la risposta più immediata del Phase 90 e chi apprezza la varietà del modello 100. Prima dell'acquisto, è utile verificare se le quattro modalità coprono davvero le esigenze della propria musica e mettere in conto l'acquisto separato dell'alimentatore. Per chi desidera alternare intensità diverse senza complicazioni, resta un pedale diretto e dal carattere riconoscibile.

Le note, voce per voce

Suono8,0
Suonabilità8,0
Costruzione e finiture9,0
Versatilità7,0
Elettronica7,0
Rapporto qualità prezzo7,0

Quello che convince e quello che no

  • Convince: +Quattro impostazioni selezionabili permettono di variare il carattere della modulazione.
  • Convince: +Intensità regolabile con gradualità, per dosare l'effetto con precisione.
  • Convince: +Suono ricco e definito, apprezzato da diversi chitarristi e bassisti.
  • Convince: +Struttura robusta e comandi semplici.
  • Non convince: −Le quattro impostazioni possono risultare poco diverse o troppo discrete per alcuni musicisti.
  • Non convince: −Il carattere sonoro è marcato e non incontra tutti i gusti; alcuni preferiscono il Phase 90.
  • Non convince: −Per cambiare impostazione occorre intervenire manualmente sul selettore.
  • Non convince: −Per sostituire la batteria è necessario rimuovere la piastra inferiore.

È il pedale giusto per te?

Prendila se

Ideale per chitarristi e bassisti che cercano un modulatore robusto con quattro impostazioni selezionabili e intensità regolabile. Interessante anche per chi vuole esplorare sonorità diverse dal Phase 90.

Lasciala lì se

Non è la scelta migliore per chi desidera proprio il carattere classico del Phase 90 o un effetto sempre molto evidente. Può deludere chi vuole cambiare rapidamente impostazione durante un brano o sostituire la batteria senza attrezzi.

RockFunkReggaeJazz

Va bene soprattutto per: Intermedio

La scheda tecnica

La scheda tecnica
CoroNo
FlangerNo
PhaserSi

In due righe

Il selettore a quattro posizioni amplia le possibilità sonore, mentre il controllo d'intensità consente di dosare l'effetto con precisione. Le impressioni d'ascolto sono divise: alcuni apprezzano un suono definito e versatile, anche su basso e chitarra acustica, altri trovano il risultato meno organico o preferiscono la voce più familiare del Phase 90. La costruzione robusta e i comandi essenziali sono punti di forza; la sostituzione della batteria, invece, richiede di svitare la piastra inferiore. Prima dell'acquisto conviene valutare se il suo carattere sonoro corrisponde alle proprie preferenze.

Altri pannelli nell'indice

Da leggere prima di decidere