Effetti

tc electronic Hypergravity Mini

Un compressore multibanda molto versatile in un formato minuscolo, con ampie possibilità di personalizzazione tramite TonePrint. Convince soprattutto per il prezzo e la flessibilità, ma le regolazioni e la risposta dei controlli non piaceranno a tutti.

★★★★☆ 4,4/5 · 41 recensioni dei clienti · 6 min di lettura · aggiornato il 2026-10-08 · Provato da Simone Callegari

Note dal banco di prova

Un compressore piccolo, con molto da regolare

Il tc electronic Hypergravity Mini è un compressore per chitarra e basso racchiuso in un pedale da 51 x 93 x 45 mm, con un peso di 210 g. L'ingombro ridotto è uno dei suoi vantaggi più immediati: si inserisce facilmente anche in una pedaliera affollata e la costruzione viene descritta da diversi utilizzatori come solida.

I controlli fisici sono tre: Attack, Level e Sustain. Il commutatore a pedale attiva o disattiva l'effetto, mentre il bypass reale esclude il circuito quando il pedale è spento. L'alimentazione richiede un alimentatore da 9 V in corrente continua, con connettore coassiale e polo negativo interno. L'alimentatore non è incluso, quindi va acquistato a parte.

Compressione multibanda e personalizzazione

Il cuore del pedale è l'algoritmo dinamico multibanda MD3, esteso. In pratica, la compressione può intervenire sulle diverse zone di frequenza invece di trattare il segnale come un'unica banda. Per chi suona il basso o vuole contenere picchi senza appiattire ogni parte del suono allo stesso modo, questa impostazione offre margini interessanti. È presente anche una modalità vintage calda, pensata per avvicinarsi al carattere dei compressori classici.

La funzione TonePrint amplia notevolmente le possibilità rispetto ai tre comandi sul pannello. Con l'app gratuita si possono caricare sul pedale configurazioni disponibili, comprese quelle realizzate da musicisti. Chi desidera intervenire più a fondo può usare l'editor TonePrint, che consente di modificare parametri del compressore e assegnarli ai controlli. Le testimonianze citano, per esempio, la regolazione delle soglie, del rapporto di compressione, dei tempi di attacco e rilascio e delle frequenze di separazione. È possibile anche impostare la compressione parallela, miscelando il segnale non compresso.

Questa flessibilità è il tratto distintivo del Hypergravity Mini, ma richiede una scelta: usare le manopole e una configurazione pronta, oppure dedicare tempo alla programmazione. Chi cerca un compressore essenziale può caricare una configurazione già pronta e lasciarla impostata. Chi conosce i parametri di compressione può invece adattare il comportamento del pedale con maggiore precisione.

Come si comporta con chitarra e basso

Le impressioni raccolte sono positive quando si cerca di controllare i picchi, rendere più regolari gli accordi o aggiungere sustain alle note. Alcuni chitarristi lo usano sul suono pulito per dare più consistenza agli accordi, oppure prima di un effetto di distorsione per sostenere le note soliste. Altri lo apprezzano come compressore sempre attivo, con un intervento discreto. Anche con il basso viene segnalata una buona versatilità, soprattutto grazie alla possibilità di lavorare sulle bande di frequenza.

La resa, però, dipende molto dalla configurazione caricata e dalla catena degli effetti. Alcuni utenti giudicano il suono preimpostato poco convincente, con variazioni di timbro o un bilanciamento delle frequenze che non corrisponde alle proprie aspettative. Altri riferiscono che le manopole non sembrano agire in modo graduale, oppure che tra la rotazione e il cambiamento percepito ci sia un ritardo. Sono osservazioni soggettive, ma utili se si vuole regolare il compressore rapidamente durante una prova o un concerto.

Per strumenti acustici amplificati le esperienze sono contrastanti: alcuni apprezzano il controllo del livello, mentre altri segnalano una riduzione del volume percepito e difficoltà con il ritorno acustico. Anche il rumore di fondo viene giudicato in modo diverso. Prima di attribuire un risultato al solo pedale, conviene controllare alimentazione, guadagno e posizione nella catena, oltre alla configurazione scelta.

Limiti pratici e verdetto

Le dimensioni compatte comportano manopole piccole, non sempre comode da afferrare o leggere in una pedaliera stretta. Alcuni utenti temono inoltre che possano spostarsi durante il trasporto. Una volta trovata una regolazione soddisfacente, si può ridurre il problema lasciandole ferme e affidando le modifiche successive alle configurazioni TonePrint.

La personalizzazione più approfondita richiede familiarità con i parametri di un compressore e, secondo le esperienze riportate, può risultare meno immediata di quanto suggerisca il formato semplice. Alcuni utilizzatori hanno anche segnalato problemi di collegamento al computer o il ripristino inatteso delle configurazioni. Non sono inconvenienti riferiti da tutti, ma meritano attenzione per chi conta su impostazioni personalizzate durante l'uso dal vivo.

Il tc electronic Hypergravity Mini ha senso per chi vuole un compressore compatto, con più possibilità di quelle offerte dai tre controlli frontali. La modalità vintage e le configurazioni TonePrint coprono esigenze differenti, dal livellamento leggero al sustain più evidente. In cambio, la regolazione fine richiede tempo e le dimensioni rendono i comandi meno pratici. A 67, è una proposta interessante per chi è disposto a sperimentare; meno indicata per chi desidera un funzionamento immediato e uniforme senza intervenire sulle impostazioni.

Le note, voce per voce

Suono8,0
Suonabilità7,0
Costruzione e finiture8,0
Versatilità9,0
Elettronica7,0
Rapporto qualità prezzo9,0

Quello che convince e quello che no

  • Convince: +Formato compatto da 51 x 93 x 45 mm e peso contenuto di 210 g, adatto a pedalieri con poco spazio.
  • Convince: +Compressione multibanda configurabile tramite TonePrint, con numerose possibilità di personalizzazione.
  • Convince: +Tre controlli fisici per attacco, livello e sustain, più modalità vintage e bypass reale.
  • Convince: +Molti utenti apprezzano la versatilità, il suono e il rapporto tra qualità e prezzo.
  • Non convince: −Le regolazioni approfondite richiedono l'applicazione o un collegamento al computer; l'alimentatore da 9 V non è incluso.
  • Non convince: −Alcuni utenti segnalano risposta lenta delle manopole, rumore di fondo, attacco poco gradevole o variazioni di volume.
  • Non convince: −Le manopole compatte possono risultare scomode da regolare e spostarsi durante il trasporto.

È il pedale giusto per te?

Prendila se

Ideale per chi ha poco spazio sul pedaliera, vuole sperimentare diverse compressioni o suona chitarra e basso. Particolarmente indicato per chi è disposto a usare TonePrint per rifinire il risultato.

Lasciala lì se

Non è la scelta più adatta a chi vuole un compressore essenziale da regolare solo con manopole ampie e immediate. Da valutare con cautela anche se si cerca una risposta sempre trasparente e priva di possibili rumori.

RockFunkJazzMetal

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La scheda tecnica

La scheda tecnica
Tipo di effettoCompressore
ControlliAttack - Level - Sustain
Footswitchon/off
Dimensioni (l x p x a)51 x 93 x 45 mm
Peso210 g

In due righe

Hypergravity Mini è una scelta convincente per chi vuole risparmiare spazio e modellare con precisione la compressione di chitarra o basso. I tre controlli fisici sono essenziali, mentre TonePrint amplia notevolmente le opzioni e permette di caricare configurazioni o crearne di personalizzate. Le opinioni riportano anche alcune criticità, tra cui manopole poco progressive, rumore e possibili problemi con le configurazioni caricate.

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