Effetti

MXR M169 Carbon Copy Analog Delay

Il MXR M169 Carbon Copy offre un ritardo analogico caldo, semplice da regolare e dalla forte personalità, con una modulazione utile per arricchire le ripetizioni. La mancanza del tempo impostabile con il piede e il timbro scuro lo rendono meno adatto a chi cerca precisione ritmica o echi brillanti.

★★★★★ 4,8/5 · 271 recensioni dei clienti · 7 min di lettura · aggiornato il 2026-10-08 · Provato da Simone Callegari

Note dal banco di prova

Un delay analogico dal carattere riconoscibile

La MXR M169 Carbon Copy Analog Delay punta su un'idea precisa: offrire un ritardo analogico semplice da impostare, con ripetizioni morbide e una colorazione sonora evidente. Il circuito usa la tecnologia a catena di celle di ritardo, nella quale il segnale perde gradualmente definizione e brillantezza a ogni ripetizione. Il risultato è diverso da quello di un delay digitale impostato per restituire copie nitide e uniformi della nota.

Questo comportamento è il motivo principale per scegliere la Carbon Copy, ma anche una questione di gusto. Il timbro tende al caldo e allo scuro; le ripetizioni si fondono facilmente con il suono diretto, invece di imporsi come echi separati. In un assolo possono aggiungere corpo senza affollare troppo l'esecuzione. Con impostazioni brevi, danno spessore al suono o richiamano un'eco compatta, adatta anche a parti ritmiche essenziali.

Controlli essenziali, risposta sensibile

Sul pannello si trovano tre manopole: Delay regola il tempo di ritardo, Regen il numero e l'intensità delle ripetizioni, Mix il rapporto tra segnale diretto ed effetto. La disposizione è immediata e non richiede menu o programmazione. Bastano pochi minuti per ottenere un'eco breve oppure una coda più ampia e avvolgente, con tempi regolabili fino a 600 millisecondi.

Le manopole rispondono in modo sensibile: piccoli spostamenti possono cambiare parecchio il risultato. In particolare, aumentando la rigenerazione e il tempo di ritardo si può arrivare rapidamente all'auto-oscillazione, cioè a un ciclo di ripetizioni che si alimenta da sé. È una possibilità utile per creare passaggi sperimentali e code in crescendo, ma conviene procedere per gradi, soprattutto dal vivo.

La Carbon Copy non ha il controllo del tempo tramite battito del piede. Chi deve sincronizzare con precisione le ripetizioni a ogni brano, oppure passare rapidamente fra ritmi diversi, potrebbe preferire un modello con questa funzione. Qui il tempo si imposta a mano. Per molti impieghi, come dare corpo a un assolo o mantenere attiva una leggera coda d'ambiente, la regolazione diretta è semplice e sufficiente.

La modulazione è un'aggiunta concreta

Il pulsante Mod attiva una modulazione applicata alle ripetizioni, non al segnale diretto. Può introdurre una lieve oscillazione, simile a quella di un effetto di coro, e rendere l'eco più mobile e profonda. È particolarmente interessante con note tenute e accordi suonati in pulito, ma può arricchire anche passaggi più densi se si mantiene moderata.

La velocità e l'ampiezza della modulazione si regolano con due piccoli trimmer interni. Per raggiungerli occorre aprire il fondo del pedale e usare un cacciavite minuto: non è una modifica pratica da fare durante un'esibizione, ma permette di adattare l'effetto alle proprie preferenze. Le impostazioni di fabbrica possono risultare discrete; chi desidera un'oscillazione più marcata può intervenire all'interno, una volta individuato il risultato cercato.

Costruzione, alimentazione e collegamenti

Il telaio e l'interruttore a pedale sono in metallo. La costruzione appare adatta all'uso regolare in pedaliera e le dimensioni consentono di inserirla senza occupare uno spazio eccessivo. Il circuito è analogico e il bypass è di tipo integrale: quando l'effetto è disattivato, il segnale non attraversa il circuito di ritardo.

L'alimentazione può avvenire con una batteria da 9 V oppure con l'alimentatore Dunlop ECB-003, non incluso. La batteria è compresa tra le modalità previste, ma per sostituirla bisogna aprire il fondo, quindi l'accesso è meno rapido rispetto a un vano esterno.

Limiti da valutare prima dell'acquisto

Il carattere sonoro è il punto di forza della Carbon Copy, ma comporta una definizione delle ripetizioni inferiore rispetto a quella di un delay digitale. Con tempi lunghi o molte ripetizioni, il suono può diventare più confuso e scuro. Nel contesto di una band questo può aiutare l'eco a restare dietro alla nota principale; in altri casi, per esempio con parti ritmiche molto precise, può risultare meno leggibile.

Anche con suoni molto distorti è consigliabile dosare con attenzione la miscela e la rigenerazione. A seconda dell'amplificatore e della posizione del pedale nella catena, le ripetizioni possono impastarsi. Non è un difetto universale, ma una caratteristica da verificare con la propria strumentazione. Il modello non offre memorie, suddivisioni ritmiche o impostazioni richiamabili: privilegia il controllo immediato e il proprio timbro rispetto alla versatilità digitale.

Verdetto

La MXR M169 Carbon Copy Analog Delay è una scelta convincente per chi cerca echi analogici caldi, un'interfaccia senza complicazioni e una modulazione integrata. Copre bene gli impieghi quotidiani, dall'eco breve all'arricchimento degli assoli, e lascia spazio a sperimentazioni tramite l'auto-oscillazione. Il limite massimo di 600 ms e l'assenza del controllo tramite battito del piede la rendono meno adatta a chi desidera sincronizzazioni rigorose o ripetizioni molto nitide. Se il suono scuro e progressivamente sfumato è quello che si vuole, i pochi controlli bastano per trovare rapidamente una regolazione personale.

Le note, voce per voce

Suono9,0
Suonabilità8,0
Costruzione e finiture9,0
Versatilità7,0
Elettronica8,0
Rapporto qualità prezzo8,0

Quello che convince e quello che no

  • Convince: +Ritardo analogico caldo e avvolgente, con ripetizioni che si attenuano in modo musicale.
  • Convince: +Controlli immediati per tempo, quantità di ripetizioni e livello dell'effetto.
  • Convince: +La modulazione aggiunge movimento alle ripetizioni; velocità e profondità si regolano all'interno del pedale.
  • Convince: +Scocca e interruttore in metallo, con costruzione robusta adatta all'uso dal vivo.
  • Convince: +Tempo massimo di 600 ms, notevole per un pedale analogico di questo tipo.
  • Non convince: −Non dispone di tempo impostabile con il piede né di memorie per salvare regolazioni.
  • Non convince: −Il carattere scuro può risultare poco definito in alcune configurazioni; le regolazioni estese possono portare rapidamente all'auto-oscillazione.
  • Non convince: −Per modificare la modulazione occorre aprire il pedale; alimentatore non incluso.

È il pedale giusto per te?

Prendila se

Ideale per chitarristi e bassisti che cercano ripetizioni analogiche calde, un controllo essenziale e una costruzione robusta. Adatto anche a chi vuole aggiungere movimento alle ripetizioni o usare il ritardo per dare spessore agli assoli.

Lasciala lì se

Non è la scelta giusta per chi ha bisogno di impostazione ritmica con il piede, memorie o ripetizioni molto brillanti e definite. Può deludere anche chi preferisce regolare tutti i parametri della modulazione senza aprire la scocca.

RockBluesRockabillyMusica psichedelica

Va bene soprattutto per: Intermedio

La scheda tecnica

La scheda tecnica
AnalogicoSi
Tempo di ritardo600 ms
Funzione tapNo
Funzionamento a batteriaSi
Incl. alimentazioneNo

In due righe

Il Carbon Copy convince soprattutto per la qualità delle ripetizioni, morbide e gradualmente meno definite, e per la facilità con cui si trova un suono adatto a brevi echi, assoli e atmosfere. La modulazione amplia le possibilità, anche se per modificarne i parametri bisogna aprire la scocca. I 600 ms sono generosi per un progetto analogico, ma l'assenza del tempo impostabile con il piede limita l'uso in brani con ritmi precisi.

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