Effetti

Electro Harmonix Synth9 Synthesizer Machine

Un pedale divertente e ricco di timbri sintetici riconoscibili, con rilevamento generalmente rapido. La mancanza di memorie e la necessità di regolare i controlli lo rendono meno pratico nei cambi di suono dal vivo.

★★★★★ 4,6/5 · 32 recensioni dei clienti · 7 min di lettura · aggiornato il 2026-10-08 · Provato da Simone Callegari

Note dal banco di prova

Un sintetizzatore a pedale che parte dal segnale dello strumento

La Electro Harmonix Synth9 Synthesizer Machine trasforma il segnale di chitarra o basso in timbri ispirati ai sintetizzatori vintage. Non richiede pickup speciali e propone nove varianti selezionabili con un comando dedicato. La promessa è pratica: aggiungere sonorità elettroniche alla pedaliera senza ricorrere a un sistema di conversione esterno.

Il circuito segue rapidamente le note, secondo le impressioni raccolte, e può mantenere una risposta convincente anche sugli accordi. Non emerge però un comportamento identico in ogni situazione: l'attacco, la tecnica esecutiva e il timbro selezionato incidono sul risultato.

Nove caratteri, con regolazioni da impostare a mano

I nove suoni disponibili si chiamano OBX, Profit V, Vibe Synth, Mini Mood, EHX Mini, Solo Synth, Mood Bass, String Synth e Poly VI. I nomi rimangono quelli usati per identificare le singole impostazioni. Le variazioni coprono sonorità differenti, dai timbri più adatti a linee melodiche ai suoni più larghi e sostenuti. Le prove degli utenti indicano che alcuni programmi risultano più convincenti di altri; quali siano i più utili dipende dal genere musicale e dallo strumento collegato.

Il selettore richiama il programma, mentre Control 1 e Control 2 permettono di modificarne il carattere. Sono comandi versatili, ma non richiamano impostazioni salvate: se si cambia suono e si desidera tornare a una regolazione precisa, occorre ricostruirla manualmente. È una limitazione concreta nell'uso dal vivo, soprattutto quando si vogliono alternare più timbri durante un brano. Chi prepara pochi suoni per una parte specifica può invece impostare il pedale prima di suonare.

Il livello dell'effetto e quello del segnale originale hanno controlli separati. Dry Vol regola il volume dello strumento non trasformato presente nell'uscita dell'effetto, mentre Synth Vol interviene sul livello sintetico. È quindi possibile combinare i due segnali oppure abbassare il componente originale per lasciare spazio alla sonorità elettronica. Una seconda uscita Dry fornisce il segnale d'ingresso inalterato, utile per inviarlo a un amplificatore separato rispetto al suono trattato.

Risposta al tocco e impiego musicale

Il tracciamento rapido è uno degli aspetti apprezzati. Diverse esperienze riportano una risposta efficace con la chitarra, anche in accordatura standard e in Re bemolle, senza ritardi percepibili durante l'esecuzione. Altri musicisti segnalano una lieve latenza o note meno definite in passaggi rapidi. Le due osservazioni suggeriscono di provarla con il proprio strumento e con il repertorio previsto, in particolare se la precisione ritmica è prioritaria.

La Synth9 tende a uniformare la dinamica e a ridurre parte delle sfumature del tocco. In alcuni programmi l'attacco deve essere deciso; in altri conviene limitare bending, glissati e movimenti casuali sulle corde, che possono generare note indesiderate o rumori. Le frasi lente, gli accordi sostenuti e le parti di atmosfera sono impieghi più naturali rispetto alle linee veloci. Con la chitarra può aggiungere colori da colonna sonora o da musica elettronica; il risultato si integra anche con riverbero e ritardo.

Con il basso si possono ottenere sonorità incisive, ma l'estensione utile varia secondo lo strumento e il programma. La scheda tecnica dichiara il funzionamento fino alla corda La suonata a vuoto; alcune prove riferiscono invece difficoltà sulle note basse, mentre altre descrivono un tracciamento efficace anche sulla corda Mi grave. Per questo è prudente verificare la resa nella propria configurazione, soprattutto con bassi a cinque corde o accordature ribassate.

Connessioni, alimentazione e giudizio d'uso

La separazione fra uscita dell'effetto e uscita del segnale originale offre diverse possibilità di collegamento. Può essere utile mandare il suono sintetico a un impianto e conservare il timbro dello strumento su un amplificatore, oppure usare soltanto il segnale trasformato regolando Dry Vol al minimo. Conviene controllare il comportamento delle uscite quando il pedale è disattivato, perché alcuni utilizzatori riferiscono la presenza del segnale originale su entrambe. La disposizione dei pedali e degli amplificatori può quindi influire sul cablaggio.

La confezione include l'alimentatore EHX 9.6 DC da 200 mA. Le dimensioni sono 102 × 121 × 89 mm. I comandi sono immediati da capire, ma trovare il punto giusto per ogni programma richiede ascolto e regolazioni. Gli utenti descrivono una costruzione robusta e una buona varietà sonora, insieme alla mancanza di memoria per le impostazioni e, in alcuni casi, a rumori o cali di definizione.

La Synth9 ha senso per chi cerca colori sintetici pronti da esplorare e accetta di preparare i suoni manualmente. È meno adatta a chi ha bisogno di passare rapidamente da una regolazione all'altra o di preservare ogni sfumatura della pennata. Il suo punto forte è la trasformazione immediata del segnale in timbri molto diversi; il limite pratico è dover regolare di nuovo i controlli quando cambia la scena sonora.

Le note, voce per voce

Suono8,0
Suonabilità7,0
Costruzione e finiture8,0
Versatilità8,0
Elettronica7,0
Rapporto qualità prezzo7,0

Quello che convince e quello che no

  • Convince: +Nove timbri ispirati a sintetizzatori vintage, con variazioni aggiuntive tramite due controlli dedicati.
  • Convince: +Rilevamento rapido delle note e assenza di ritardi percepibili per molti utilizzatori.
  • Convince: +Uscite separate per il segnale pulito e quello elaborato, con possibilità di miscelare chitarra e sintetizzatore.
  • Convince: +Costruzione robusta e alimentatore incluso.
  • Non convince: −Non è possibile salvare le regolazioni: per cambiare timbro durante un'esibizione occorre intervenire manualmente sulle manopole.
  • Non convince: −Alcuni timbri possono risultare poco dinamici, produrre rumori indesiderati o reagire in modo irregolare al tocco.
  • Non convince: −Le note rapide, i passaggi precisi e alcune tecniche chitarristiche richiedono adattamenti del modo di suonare.

È il pedale giusto per te?

Prendila se

Ideale per chitarristi e bassisti che cercano timbri sintetici rétro, parti psichedeliche o suoni da aggiungere a un arrangiamento. Adatta a chi ama sperimentare con le regolazioni e non deve richiamare rapidamente diverse configurazioni.

Lasciala lì se

Non è la scelta più indicata per chi cambia spesso timbro durante un'esibizione e vuole richiamare impostazioni già salvate. Può deludere chi esegue passaggi molto rapidi o richiede una risposta sempre uniforme al tocco.

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La scheda tecnica

La scheda tecnica
Tipo di effettoSintetizzatore
9 suoni di synth vintageOBX, Profit V, Vibe Synth, Mini Mood, EHX Mini, Solo Synth, Mood Bass, String Synth e Poly VI
ControlliDry Vol, Synth Vol, Control 1, Control 2 e selettore Preset
Dimensioni (l x p x a)102 x 121 x 89 mm

In due righe

La Synth9 offre nove timbri distinti e può ampliare con efficacia le possibilità di chitarristi e bassisti interessati a sonorità sintetiche. Le uscite separate e i controlli di miscelazione aiutano a inserirla in configurazioni diverse, mentre la costruzione è giudicata robusta da diversi utilizzatori. Il limite pratico principale è l'assenza di memorie, insieme alla risposta variabile di alcuni timbri e alla necessità di adattare il tocco. È una scelta indicata per parti atmosferiche, passaggi psichedelici e arrangiamenti dal carattere rétro, meno per esecuzioni veloci e cambi frequenti di regolazione.

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