Semiacustiche: la ES-335 e le alternative

Simone CallegariInsegnante di chitarra, ex banco vendita, Bergamo

Chitarra semiacustica con fori a effe appoggiata su un piedistallo in una stanza chiara

Le semiacustiche sono la famiglia di cui si parla meno e che risolve più problemi di quanto ci si aspetti. Stanno in mezzo fra due mondi, e quel mezzo è un posto interessante.

Cosa c'è dentro

La forma di riferimento è la ES-335, nata alla fine degli anni cinquanta. Da fuori sembra una chitarra jazz con i fori a effe, da dentro è un'altra cosa: sotto il tavolo c'è un blocco di legno pieno che corre dal manico alla cordiera, e sono vuote solo le due ali laterali.

Quel blocco centrale è l'idea che rende tutto possibile. Le corde e i pickup poggiano su legno massiccio, quindi il sostegno della nota è quasi quello di una chitarra a corpo pieno e il rischio di innesco a volume alto scende molto. Le camere laterali restano libere di risuonare e aggiungono aria e una vibrazione nei medi bassi che un corpo pieno non ha.

Le tre famiglie, per non confondersi

Corpo pieno. Nessuna cavità. Massimo sostegno, massima resistenza all'innesco, suono diretto. È la maggior parte delle chitarre elettriche.

Semiacustica con blocco centrale. Quella di cui stiamo parlando. Un compromesso che tiene insieme il carattere acustico e la gestibilità elettrica.

Archtop completamente vuota. Nessun blocco, corpo spesso profondo. Suono molto acustico, caldo, con un attacco morbido, adatto al jazz suonato a volumi moderati. Sopra una certa soglia di volume comincia a fischiare e diventa ingestibile.

Esiste poi una quarta categoria, quella delle chitarre a corpo pieno con camere scavate all'interno. Nascono per alleggerire il peso e per aggiungere un po' di risonanza, e spesso non hanno nemmeno i fori a effe. Sono più vicine al corpo pieno di quanto il nome suggerisca.

Come suona, in pratica

La cosa che si nota subito è come si comportano gli accordi. Su una semiacustica le voci interne di un accordo restano separate anche con un po' di saturazione, invece di impastarsi. È il motivo per cui questa forma ha attraversato generi lontanissimi fra loro: blues elettrico, soul, rock degli anni sessanta, jazz moderno, indie e pop chitarristico.

Sul pulito ha un basso rotondo e un medio pieno che riempie una registrazione senza bisogno di aggiungere niente. Sotto distorsione media mantiene definizione. Sotto distorsione pesante e ad alto volume comincia a chiedere attenzione: se stai davanti alla cassa, l'innesco arriva prima che su un corpo pieno.

L'ingombro

È il punto che fa desistere più persone. Una semiacustica classica è larga circa quaranta centimetri e profonda quattro o cinque. Da seduto, con la chitarra sulla gamba, il braccio destro arriva più lontano dal corpo, e per chi ha braccia corte è scomodo.

La risposta a questo problema esiste ed è la famiglia delle semiacustiche di taglia ridotta, con corpo più stretto e più sottile. Hanno un po' meno risonanza e molta più praticità, e per chi suona in piedi con una band sono spesso la scelta migliore.

Cosa guardare in fase di prova

Guarda dentro i fori a effe con una torcia. Il blocco centrale deve essere visibile e continuo, le fasce interne pulite, senza colature di colla. Un legno stratificato ben fatto è normale su queste chitarre e non è un difetto: la maggior parte delle semiacustiche storiche è costruita così.

Controlla l'angolo del manico e l'altezza del ponte. Su queste chitarre il ponte è più alto che su un corpo pieno, e se il manico è stato incollato con un angolo sbagliato non c'è regolazione che rimedi.

Infine, ascoltala da sola, senza amplificatore. Una buona semiacustica suona già come uno strumento prima che tu la colleghi, con un volume acustico sufficiente per esercitarsi in silenzio la sera. Se resta muta, quella risonanza non comparirà nemmeno dentro l'amplificatore.

Per chi ha senso

Per chi suona molti accordi e vuole che si sentano. Per chi registra e ha bisogno di una chitarra che occupi spazio senza essere invadente. Per chi trova le chitarre a corpo pieno troppo rigide sotto le dita. E per chi cerca uno strumento solo che passi dal pulito al crunch senza cambiare identità.

Per chi suona metal, o passa la serata davanti a una cassa a volume alto, la risposta più sensata resta un corpo pieno.

← Tutti i fascicoli · Guarda cosa è entrato nell'indice →

Le prove nell'indice che ne parlano