Chitarre Harley Benton: cosa aspettarsi davvero
Simone CallegariInsegnante di chitarra, ex banco vendita, Bergamo

Harley Benton è il marchio su cui ricevevo più domande al banco, ed è anche quello su cui i colleghi si dividevano di più. Alcuni ci vedevano copie a basso costo, altri la cosa migliore capitata ai principianti in vent'anni. Dopo averne avute parecchie fra le mani, in negozio e a lezione, sto più vicino alla seconda opinione, con un paio di riserve che ti racconto.
Perché costano così poco
È il marchio proprio di un grande rivenditore, prodotto in fabbriche asiatiche che costruiscono anche per nomi noti. Il prezzo basso non viene da materiali peggiori, viene dalla filiera: nessun intermediario, nessun budget pubblicitario, nessun contratto con artisti. I soldi finiscono nel legno, nell'hardware e nei pickup in una misura che sui modelli più cari continua a sorprendermi.
In cambio, il controllo qualità è più irregolare che presso i marchi storici. Puoi ricevere una chitarra perfetta appena aperta la scatola, oppure una che ha bisogno di mezz'ora di regolazione prima di suonare bene. È lo scambio che accetti.
Cosa dovrai sistemare
L'altezza delle corde di fabbrica è spesso alta, e il manico chiede quasi sempre un quarto di giro sulla barra di regolazione. I bordi dei tasti possono essere un po' vivi sui modelli più economici, e il capotasto è tagliato leggermente alto, cosa che rende faticosi proprio gli accordi del primo tasto.
Sono tutte operazioni che si imparano in un pomeriggio con un set di brugole e una riga, oppure che un liutaio ti fa per qualche decina di euro. Mettilo nel conto e non resterai deluso.
Per chi comincia: le serie ST e SC
I modelli ST sono la classica forma a doppio cutaway con tre single coil o con un humbucker al ponte. Stanno bene addosso, pesano poco e le versioni più care, con manico in acero tostato e meccaniche migliori, valgono lo sforzo.
I modelli SC sono il tipo più spesso a cutaway singolo con due humbucker, più pesanti nel suono e nella mano. Scegli ST se ti interessano pop, indie e blues, SC per rock e cose più dure.
Il consiglio che ripeto sempre: scegli un modello intorno ai centocinquanta o duecento euro invece del più economico in assoluto. La differenza di hardware è più grande di quanto lasci intuire la differenza di prezzo, e si sente subito nelle meccaniche e nei pickup.
Per il metal: la serie Fusion e i modelli moderni
È qui che il marchio impressiona di più. Manico in acero tostato, tasti in acciaio inossidabile, meccaniche autobloccanti e pickup che restano leggibili sotto distorsione pesante, a un prezzo a cui i marchi grossi ti mandano una chitarra con il manico grezzo.
Il profilo del manico è sottile e veloce, adatto a chi suona rock moderno e metal. Se ti interessano le sette corde o i ponti flottanti esistono anche quelli, ma lì entri in un territorio dove devi sapere cosa stai facendo quando arriva il momento di regolare.
Per la seconda chitarra
C'è un uso di questo marchio di cui si parla poco: la chitarra che porti in giro senza pensieri. Se hai già uno strumento a cui tieni, avere una seconda chitarra onesta da portare in sala prove, da lasciare in seconda casa o da modificare con pickup diversi è una comodità reale. E un pickup di qualità montato su un corpo ben fatto dà un risultato che nessuno indovina a orecchio.
Quando guardare altrove
Se cerchi uno strumento che ti accompagni vent'anni, con una rivendibilità certa e un servizio di assistenza vicino a casa, i marchi storici restano una scelta più tranquilla. Se ti serve una chitarra per lavorare, dove un guasto in serata costa un cachet, la prevedibilità vale il prezzo.
Per tutto il resto, cioè per la maggior parte di chi legge questa pagina, è il modo più efficiente che conosco per avere uno strumento vero senza mettere in gioco mezzo stipendio.
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