Prima chitarra elettrica: come sceglierla senza pentirsene
Al banco la domanda arrivava tutti i sabati, quasi sempre con la stessa faccia preoccupata: quale prendo per cominciare. Chi la faceva di solito aveva già guardato online, aveva visto che si parte da cento euro e si arriva a cinquemila, e non capiva cosa cambiasse. Ecco quello che rispondevo, con dieci anni di ripensamenti sopra.
Il budget va diviso, non speso tutto sulla chitarra
Lo sbaglio più comune è mettere tutti i soldi nello strumento e cavarsela con quello che resta per il resto. Ma una chitarra elettrica da sola non suona. Ti servono un amplificatore, un cavo decente, una tracolla, un accordatore e un set di corde di ricambio. Se hai trecento euro in tutto, dividili più o meno così: centottanta la chitarra, novanta l’amplificatore, il resto il corredo. Se ne hai seicento, la proporzione resta simile.
Il motivo è pratico. Una chitarra mediocre dentro un amplificatore decente suona ancora come qualcosa. Una chitarra buona dentro un amplificatore da quindici euro non suona proprio, e dopo tre settimane smetti di accenderlo.
La fascia dove le cose cambiano davvero
Sotto i centoventi euro si trova roba che funziona come oggetto ma non come strumento: meccaniche che scendono, tasti con i bordi vivi, capotasto tagliato male, elettronica rumorosa. Si può sistemare, ma vuol dire spendere in regolazione quanto costa la chitarra.
Tra i centocinquanta e i trecento euro cambia tutto. In quella fascia trovi manici verniciati bene, meccaniche che tengono l’accordatura per giorni, tasti rifiniti e pickup onesti. È la fascia che consiglio a chiunque non sia sicuro di continuare: se molli dopo sei mesi hai perso poco, se vai avanti hai uno strumento che regge ancora fra tre anni, magari come seconda chitarra.
Sopra i cinquecento euro entri nel territorio delle rifiniture, dei legni selezionati e dell’hardware che dura. Bello, ma non è quello che ti fa imparare più in fretta.
Cosa guardare quando ce l’hai in mano
Prendila per il manico e guardala in controluce dal capotasto verso il ponte. Il manico deve essere quasi dritto, con una curvatura minima. Passa il pollice lungo i bordi della tastiera: se senti i tasti che sporgono e grattano, quella chitarra ha vissuto in un magazzino secco e avrà bisogno di una limatura.
Premi la prima corda al primo tasto. Se devi spingere forte, il capotasto è tagliato alto, difetto comune e noioso, perché rende difficili proprio gli accordi che impari all’inizio. Poi suona ogni corda a vuoto e al dodicesimo tasto: le due note devono essere la stessa, un’ottava sopra. Se la seconda è crescente, l’intonazione va regolata, cosa che si fa in dieci minuti ma va fatta.
Infine gira tutte le manopole e muovi il selettore avanti e indietro con l’amplificatore acceso. Fruscii e scrocchi vogliono dire saldature fredde o potenziometri sporchi.
Corpo pieno o no, e quanto pesa
Per cominciare ti conviene un corpo pieno, quello classico con due cutaway oppure con uno solo. Sono le forme più coperte come ricambi, come accessori e come tutorial, e sono anche quelle che perdonano di più gli errori di impostazione.
Il peso conta più di quanto pensi. Una chitarra da quattro chili e mezzo, in piedi, dopo quaranta minuti ti fa male alla spalla e ti fa smettere prima. Provala con la tracolla, non solo da seduto.
Il numero di corde, il tremolo e le tentazioni
Sette corde, ponti flottanti e accordature ribassate sono divertenti da guardare in video e faticosi da gestire quando ancora non sai cosa stai facendo. Un ponte flottante trasforma un cambio di corde in mezz’ora di lavoro e va in crisi se ne rompi una durante una lezione. Comincia con un ponte fisso o con un tremolo semplice bloccato, e lascia quelle cose per la seconda chitarra.
Il vero criterio
Alla fine, tra due strumenti simili per prezzo e qualità, prendi quello che ti viene voglia di tirare fuori dalla custodia. Il colore conta, la forma conta, e non è una debolezza: la chitarra che ti piace guardare è quella che prendi in mano la sera invece di accendere la televisione. Dopo dieci anni di banco, è il criterio che ho visto funzionare meglio di tutti.