Les Paul o Stratocaster: quale fa per te

Simone CallegariInsegnante di chitarra, ex banco vendita, Bergamo

Due chitarre elettriche di forma diversa appoggiate una accanto all'altra su piedistalli

Sono i due archetipi su cui si è costruita quasi tutta la chitarra elettrica moderna, e la maggior parte degli strumenti che compri oggi è una variazione dell'uno o dell'altro. Le differenze non sono estetiche, sono costruttive, e si sentono tutte.

La scala

La Stratocaster ha una scala lunga, circa 648 millimetri. La Les Paul una scala corta, circa 628. Sono venti millimetri che cambiano parecchio.

Scala lunga vuol dire corde più tese a parità di calibro e di accordatura. Ne escono un attacco più deciso, acuti più presenti e note più definite negli accordi aperti. Piegare costa un po' più di forza.

Scala corta vuol dire corde più morbide, pieghe facili, suono più rotondo e un attacco leggermente più gentile. Su una scala corta un calibro superiore si gestisce senza fatica, ed è il motivo per cui molti montano una 010 su Les Paul e una 009 su Stratocaster ottenendo una sensazione simile.

Il corpo e il peso

La Stratocaster ha un corpo in legno relativamente leggero, con due smussi, uno per l'avambraccio e uno per la pancia. Sta addosso con naturalezza e pesa in genere fra i tre e i tre chili e mezzo. In piedi, per due ore, la differenza si sente.

La Les Paul ha un corpo più piccolo ma molto più denso, spesso con un tavolo in acero su un fondo in mogano, e nessuno smusso. Pesa fra i quattro e i cinque chili, a volte di più. In cambio quella massa restituisce un sostegno delle note più lungo e un basso più compatto.

I pickup

La Stratocaster classica monta tre single coil, con un selettore a cinque posizioni che dà anche le due combinazioni intermedie. È la chitarra dei suoni chiari, del funk, del blues elettrico, del pop e di tutto quello che ha bisogno di lasciare spazio alla voce. Il rovescio è il ronzio tipico dei single coil e una certa difficoltà a reggere distorsioni pesanti.

La Les Paul classica monta due humbucker. Suono spesso, molta uscita, nessun ronzio, e una spinta naturale che manda l'amplificatore in saturazione con facilità. È la chitarra del rock, dell'hard rock e di buona parte del jazz elettrico. Il pulito non è opaco come si racconta, ma è meno cristallino.

Vale la pena notare che entrambe esistono in versioni ibride: Stratocaster con humbucker al ponte, Les Paul con humbucker splittabili. Coprono il terreno di mezzo abbastanza bene.

Il ponte

La Stratocaster ha quasi sempre un tremolo, che aggiunge un mondo espressivo e complica la vita: cambiare le corde richiede più tempo, e se ne rompi una in mezzo a un pezzo tutta la chitarra va fuori accordatura.

La Les Paul ha un ponte fisso con cordiera separata. Stabile, prevedibile, cambio corde in dieci minuti, nessuna sorpresa. Se ti interessa la stabilità più della vibrato, questa è la differenza che decide.

L'accesso ai tasti alti

La Stratocaster, con i suoi due cutaway, arriva agli ultimi tasti senza fatica. La Les Paul, con un cutaway solo e un tacco del manico più massiccio, sopra il quindicesimo tasto chiede alla mano di adattarsi. Non è impossibile, ma se suoni molto in alto sul manico è un dato di fatto da considerare.

Come scegliere

Fai due domande. La prima: che musica suoni per la maggior parte del tempo? Se la risposta contiene le parole funk, blues, pop o indie, la scala lunga con i single coil è il punto di partenza naturale. Se contiene rock, hard rock o jazz, la scala corta con gli humbucker.

La seconda: quanto suoni in piedi? Se la risposta è spesso, il peso conta più di tutto il resto messo insieme, e la differenza di un chilo e mezzo si trasforma in quaranta minuti di autonomia in più.

E se puoi, provale entrambe con la tracolla, non da seduto. La chitarra giusta è quella che dopo mezz'ora non ti ricordi di avere addosso.

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