ManicoeCorde Chitarre elettriche, amplificatori e pedali, provati e spiegati

Corde: scalature, materiali e accordature ribassate

Le corde sono la parte più economica della chitarra e quella che cambia di più il modo in cui suona sotto le dita. Cambiarle costa dieci euro e si fa in venti minuti, eppure è l’ultima cosa a cui la gente pensa quando lo strumento non la convince.

Come si leggono le scalature

Una muta viene indicata con il calibro della prima corda in pollici, quindi 009, 010, 011. Il numero che senti dire al banco è sempre quello. Le altre cinque corde seguono in proporzione, ma non tutte le mute con la stessa prima corda hanno le stesse corde basse: esistono set ibridi, con le prime leggere e le ultime pesanti, pensati proprio per chi vuole piegare facilmente sugli acuti e avere ritmica solida sui bassi.

La regola pratica: più il calibro sale, più la corda oppone resistenza, più il suono guadagna corpo e sostegno, più la mano fatica.

Quale calibro per quale mano

La 009 è la scelta classica di chi ha una mano piccola, di chi piega tanto e di chi suona su una chitarra a scala lunga, dove la tensione è già di per sé maggiore. Costa poca fatica e perdona molto.

La 010 è il compromesso su cui finiscono quasi tutti prima o poi. Regge le pieghe, non si affloscia sugli accordi pieni e dà un suono più pieno della 009 senza chiedere forza.

La 011 e oltre servono a chi suona jazz con accordatura standard, a chi scende di tono e a chi usa la chitarra soprattutto per ritmica pesante. Su una scala corta, dove la tensione è più bassa, un calibro più grosso aiuta a ritrovare la definizione.

Materiali

Il nichel rivestito è lo standard, il suono che ti aspetti da una chitarra elettrica: medi presenti, acuti morbidi, nessuna sorpresa. Il nichel puro è più caldo e meno brillante, piace a chi suona blues e rock d’annata. L’acciaio inossidabile è brillante, ha più attacco e dura di più, ma consuma i tasti più in fretta e sotto le dita è più ruvido.

Poi ci sono le corde trattate, con un rivestimento sottilissimo che rallenta l’ossidazione. Costano il doppio e durano tre o quattro volte tanto. Se hai le mani che mangiano le corde in due settimane, quel doppio prezzo si ripaga.

Scendere di tono

Calare l’accordatura di un tono o di un tono e mezzo è ormai normale in tanta musica, ma non si fa e basta. Con la stessa muta, scesa di un tono, le corde diventano molli, si accavallano sul manico e ronzano contro i tasti. La correzione è banale: sali di calibro.

Come ordine di grandezza, per scendere di un semitono resti con la stessa muta e non cambi quasi nulla. Per un tono intero passi al calibro superiore. Per un tono e mezzo o più ti servono set specifici, con le corde basse molto più grosse delle proporzioni standard.

Se ti interessa la sola sesta corda calata, esistono mute pensate apposta, con le prime cinque normali e la sesta più pesante. Sono la soluzione più comoda, perché non stravolgono la mano sugli acuti.

Cosa va rifatto quando cambi calibro

Qui casca la maggior parte delle persone. Una corda più grossa tira di più, e quella tensione arriva tutta sul manico e sul ponte.

Per prima cosa il truss rod, la barra dentro il manico. Più tensione vuol dire più curvatura, quindi il manico va raddrizzato di poco, un quarto di giro alla volta, aspettando qualche ora fra un aggiustamento e l’altro. Poi l’intonazione al ponte, perché una corda più spessa ha bisogno di una lunghezza vibrante leggermente diversa per suonare giusta al dodicesimo tasto. Infine, se sali di parecchio, le sedi del capotasto possono risultare strette e la corda ci si incastra dentro: lo senti perché la chitarra scende di accordatura dopo ogni piega, con un piccolo scatto.

Sono tre regolazioni che si imparano in un pomeriggio e che poi ti servono per sempre. Se non hai voglia, un liutaio le fa in mezz’ora, e vale la pena farsele mostrare mentre le fa.

Ogni quanto cambiarle

Dipende da quanto sudi e da quanto suoni, non dal calendario. Il segnale affidabile è l’intonazione: quando una corda comincia a suonare crescente sui tasti alti pur essendo giusta a vuoto, è consumata in modo irregolare e va sostituita. L’altro segnale è tattile, quando passando il dito lungo la corda senti i punti opachi in corrispondenza dei tasti.

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